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È stata una 17a giornata di rivoluzioni, soprattutto in chiave classifica. Ribaltamenti in vetta e grande vitalità in coda. Corpi intermedi in difficoltà, invece. Il Napoli, con la seconda miglior difesa (11 reti subite), si è ripreso la testa della classifica ed è tornato a coniugare il verbo del gol, sebbene i suoi alfieri d'attacco siano rimasti ancora a digiuno. Contro il Torino, che nonostante la sconfitta può tirare un sospiro per il ritorno al gol di Belotti, ci hanno pensato Koulibaly (indispensabile dietro e prezioso con i suoi tre centri) e Zielinski, promosso nel tridente, oltre ad Hamsik, che è tornato a sbloccarsi trovando il 115o gol in maglia azzurra come un "certo" Maradona. Alle spalle dei partenopei sempre la Juventus, forte del migliore attacco (44 centri) e della quarta miglior difesa (14), ma anche di una panchina molto lunga che sta producendo risultati importanti. Ne sono un esempio la rinascita di De Sciglio, il ritorno sui livelli di Roma di Benatia, ormai titolare inamovibile (nelle ultime quattro gare si sono avvicendati al suo fianco Howedes, Chiellini per due volte e Barzagli con il Bologna) e l'affermazione di Douglas Costa. Contro il Bologna, in ogni caso, il deus ex machina è stato Pjanic con un gol e un assist.
Chi ha perso colpi è stata l'Inter che, agli sgoccioli del girone di andata, sta manifestando per converso quella carenza di alternative subito parsa evidente in estate. Se nella stessa partita, persa con l'Udinese, tradiscono cardini del calibro di Skriniar, Perisic e Vecino, è facile intuire quale potesse essere l'esito della gara contro una sempre più sorprendente Udinese (attenzione al gioco di Oddo e, al suo interno, alla crescita di Jankto, Barak, Lasagna e De Paul, oltre alla ritrovata continuità di Danilo in difesa). Vittoria in extremis, invece, per la Roma, miglior difesa della seria A con 10 gol al passivo. Proprio dalla difesa, a tempo ampiamente scaduto, è arrivato il centro della vittoria sul Cagliari, grazie a Fazio. In precedenza Perotti si era fatto parare un rigore da Cragno e non aveva brillato neanche la coppia d'attacco Schick-Dzeko. A chiudere il quadro delle big, giochi pirotecnici in Atalanta-Lazio: senza Immobile tra i biancocelesti si sono esaltati Milinkovic Savic, autore di una doppietta, è Luis Alberto, sempre più determinante nel gioco di Inzaghi. Tridente con i fiocchi per i nerazzurri di Bergamo: due gol per Ilicic, un assist è un rigore procurato per Petagna, assist per Gomez.
Veniamo quindi ai "corpi intermedi" in crisi. Su tutti il Milan di Gattuso schiantato a Verona. Tra i rossoneri altra prestazione mediocre della retroguardia, con Borini spazzato via da Romulo, Romagnoli e Bonucci messi in difficoltà da Kean e Bessa, per non parlare dell'attacco imbolsito e fermo con Kalinic emblema della pochezza offensiva. Un punto nelle ultime quattro gare per la Sampdoria che, dopo il super avvio, si é dovuta inchinare al Sassuolo. Tra i doriani si salvano solo Viviano, con il rigore parato a Politano, è Quagliarella. Non è andata oltre il pari la Fiorentina col Genoa, con in evidenza il solito indomito Chiesa.
Ultima chiosa per le squadre di coda che si candidano a essere un fattore anche al fantacalcio. La Spal continua a far punti negli scontri diretti. Col Benevento determinante la doppietta di Floccari, ma ancora molto positivi Schiattarella, Antenucci, Lazzari e il bravo portiere Gomis. Tre punti anche per il Crotone con il Chievo. Tra i calabresi sono apparsi in evidente crescita Cordaz, Budimir e Mandragora.
