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In una giornata in cui sono in tanti a tradire, è l'Italia a tenere alta la bandiera dei bomber del campionato di serie A. Immobile, scontata la squalifica per la discussa espulsione contro il Torino, è tornato a sbloccarsi con il Crotone: un gol, un assist e vittoria dei biancocelesti per 4-0. Un successo nel quale si è registrato anche l'importante ritorno di Felipe Anderson che, nelle ultime settimane, ha fornito importanti segnali sul suo pieno recupero dopo il lungo infortunio. L'altro cannoniere tricolore è Quagliarella, al decimo centro in campionato e vicino al suo massimo in carriera in A (13), ancora in gol contro una sua ex, il Napoli, che pure ha avuto la forza di ribaltare il doppio svantaggio e imporsi per 3-2. Una vittoria, che ha consolidato i partenopei in vetta alla classifica, con il chiaro zampino di Mertens, ancora a secco in fatto di gol, ma bravo a distribuire due pregevoli assist per Insigne e Hamsik.
 
Passando invece alle note meno liete, come dicevamo, sono numerosi gli attaccanti ad aver marcato visita. Icardi ha fatto peggio di tutti: dopo aver fallito un paio di ghiotte occasioni davanti a Consigli (errori che in altre situazioni avrebbe trasformato in multipli di gol), ha gettato alle ortiche anche l'occasione di un rigore, il primo errore quest'anno al sesto tentativo. Male anche Dzeko, ancora a secco da oltre due mesi; arrugginito Schick, fermato dalla traversa; impreciso Higuain, che ha avuto sul piede diversi buoni suggerimenti spediti puntualmente alle stelle; immalinconito in panchina Dybala, neanche in campo per uno spezzone di gara; neanche a nominarli gli attaccanti milanisti (Kalinic, Silva e il meno colpevole di tutti Cutrone) assolutamente non pervenuti.
 
In questa valle di lacrime, non smettono di stupire l'Atalanta di Gasperini e l'Udinese di Oddo. Due realtà simili, ma con un percorso completamente diverso. I nerazzurri, dopo essersi fatti distrarre legittimamente dall'Europa League, hanno ripreso a marciare in campionato e si preparano a chiudere il girone di andata stabilmente in zona Coppe. Cinque risultati utili consecutivi, tre vittorie e due pari, con i gioiellini Cristante, Caldara e Spinazzola in bella evidenza, oltre alle garanzie Ilicic e Gomez, supportati da un Petagna che segnerà poco, ma svolge un lavoro tattico indispensabile. Tutt'altra storia per i friulani. Messo alle spalle l'inizio disastroso con Delneri, salutato l'arrivo del tecnico del Pescara, la squadra ha prima sfiorato l'impresa col Napoli (ko per 1-0 in extremis) e poi inanellato quattro successi di fila con Crotone, Benevento, Inter e Verona. In totale 12 gol realizzati e 1 subito, con annessa la crescita di elementi da prendere in considerazione per il fantamercato di riparazione: Barak, al sesto gol del torneo (5 dall'arrivo di Oddo), Jankto, ormai una garanzia, e Lasagna.
 
Tra le squadre che hanno cambiato allenatore, da tenere d'occhio anche il Sassuolo di Iachini. Superata la pericolosa china, i neroverdi hanno battuto Crotone, Sampdoria e Inter, ma non ancora l'idiosincrasia con i calci di rigore, visti i cinque già falliti su sette tentativi. La guida è Politano, elemento di grande continuità, a cui si è aggiunta la forma ritrovata di Acerbi, il nuovo puntello difensivo Goldaniga (al posto del partente Cannavaro) e il sempre utile Missiroli. Restando in Emilia, il Bologna rappresenta un "caso": meglio in trasferta che in casa, ma al di là di dove arrivino i punti, la buona notizia è rappresentata dalla doppietta di Destro al Chievo. A proposito dei veronesi, Maran si prepara a salutare Inglese - in direzione Napoli - e deve preparare immediate contromisure.
 
Tra chi è in calo, invece, la Sampdoria che sta patendo qualcosa nel reparto difensivo (in calo Silvestre e Ferrari); molta fatica anche per il Genoa che con Ballardini ha messo insieme 11 punti in sei gare, ma si conferma una squadra ancora parecchio arruffona e imprecisa. Incomprensibile il Torino, rimontato anche da un'ottima Spal e abbandonato dal suo bomber principe Belotti.

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