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In vetta alla serie A prosegue il tandem Napoli-Juventus, con vittorie "brutte, sporche e cattive", mentre dietro si fanno tutte male. Questo in estrema sintesi il quadro che i fantallenatori sono chiamati a fronteggiare, in una fase della stagione ancora caratterizzata dalle trattative di calciomercato che, fino al 31 gennaio, rischiano di stravolgere squadre ed equilibri. Nell'ultimo turno, intanto, i partenopei hanno superato anche l'ostacolo Bologna: Mertens è tornato a sfornare una doppietta, la difesa ha tenuto nonostante qualche esitazione di troppo (il gol di Palacio dopo pochi minuti dall'inizio, i rischi corsi per tutto il match), probabilmente a causa dell'assenza di Albiol (sostituito da Chiriches), al centro si è mosso il solito super-Allan. Non eccelle nella bellezza del gioco, invece, la Juventus ma è sempre lì a un punto. Contro il Chievo, Higuain ha interrotto un digiuno che durava da sei partite, ben supportato da Khedira, la porta di Szczesny è rimasta nuovamente inviolata, Benatia e Pjanic si sono confermati gli architrave della nuova Juve di quest'anno.
 
Alle spalle del duo di vetta, è caduta la Lazio, ha pareggiato l'Inter e ha perso nuovamente la Roma. I biancocelesti si sono dovuti inchinare a un ritrovato Milan. Senza Immobile, con Felipe Anderson tenuto in panchina per quasi un'ora e i soliti Milinkovic-Luis Alberto a fare pentole e coperchi, la squadra di Inzaghi ha denotato le solite amnesie difensive: sul primo gol di Cutrone, pessima marcatura di Bastos in situazione da calcio piazzato; sul secondo di Bonaventura, nessuno si è preso cura del taglio indisturbato del centrocampista ex Atalanta. A proposito dei rossoneri, da rimarcare la crescita di Calabria, devastante nelle due fasi e autore anche di un assist, bene a sprazzi Calhanoglu, in crescita Biglia nel vivo della manovra e il tandem difensivo Bonucci-Romagnoli. I "cugini" dell'Inter, invece, continuano nella loro crisi involutiva. Il gioco latita, i tre là davanti, Perisic-Icardi-Candreva, hanno fatto fare un figurone alla fase difensiva della Spal, Borja Valero da regista avanzato si conferma fuori posizione e l'unico a garantire il solito apporto è Skriniar, meritevole presto di ben altri palcoscenici. Quanto alla Roma, nel re-match con la Sampdoria questa volta non c'è stata la rimonta centrata nel recupero. Florenzi si è fatto parare un rigore da Viviano, Dzeko è parso ormai ai saluti, Schick è rimasto a guardare causa infortunio, Defrel non è parso ancora una volta all'altezza e alla squadra sono mancati i guizzi di Nainggolan (titolare) e Perotti (subentrato nel finale di match).
 
Scorrendo ancora la classifica, proprio la Sampdoria è riuscita a fare a meno degli infortunati Praet e Quagliarella, grazie a una gran partita di sacrificio, alle geometrie di Ramirez, a un Viviano in stato di grazia e al ritorno al gol di Zapata. Le assenze dell'Atalanta (Berisha, Gomez e Caldara) erano ispirate dal turnover (in vista della semifinale di Coppa Italia con la Juventus), ma la squadra non ne ha risentito superando senza problemi il Sassuolo. Ottime prestazioni da Toloi, Palomino e Cristante, ma al solito le squadre di Gasperini danno il meglio in versione orchestra. È stato un crollo verticale, invece, per la Fiorentina schiantata dal Verona. Viola irriconoscibile e colpita ripetutamente in contropiede da Kean, segno di una fragilità sulla quale Pioli deve intervenire quanto prima. L'unico a sbattersi è sempre Chiesa, ieri anche sfortunato con i legni.
 
In zona salvezza, Crotone defraudato di una vittoria solare contro il Cagliari: Tagliavento, nonostante la Var, nega il gol solare di Ceccherini e sfumano così tre punti che la squadra di Zenga avrebbe meritato. Ancora molto bene tra i calabresi i neo-acquisti Ricci e Benali. Detto del Verona, che ha messo in mostra le frecce Romulo e Matos, oltre a Kean, la Spal si è fatta valere con gli eroi della promozione Lazzari e Antenucci, supportati dal rientrante Meret e da Paloschi. Malissimo il Benevento contro il Torino, affossato anche dalla follia di Belec, espulso per fallo di reazione su Niang nel primo tempo.

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