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Nel weekend in cui il redivivo Milik e il quasi dimenticato (da Sarri) Diawara riaprono in extremis una lotta scudetto che sembrava chiudersi anticipatamente, anche i bomber di professione non hanno fatto mancare il loro apporto tra conferme, presunte rinascite, ma anche inattese debacle. In vetta è saldo Immobile: un gol e un assist per domare l'Udinese, con il contagiri che sale a 27 e 8; numeri quasi da Scarpa d'Oro, se non fosse per i marziani della Liga. Alle sue spalle, Icardi avrebbe voluto riscattare la brutta giornata del derby, ma il Torino ha fatto buona guardia spiccando per solidità con N'Koulou, ben coadiuvato dagli esperti e "datati" (ma sempre efficacissimi) Burdisso e Moretti. Consolida la posizione sul terzo gradino del podio, invece, Dybala la cui tripletta ha fatto segnare il massimo in serie A (21), con ancora sette gare da disputare e il settimo scudetto da mettere in bacheca. Fermo Quagliarella a 18, non si è mosso neanche Mertens da 17, nonostante le occasioni avute contro il Chievo. È proprio del belga la debacle più rumorosa della 31a giornata: sbaglia il rigore conquistato in maniera furba, si fa anticipare puntualmente dalla retroguardia gialloblù e non è mai lì dove dovrebbe essere.
 
Guardando alla classifica e detto della lotta scudetto, sono i confronti per l'Europa a regalare altri sussulti. La Lazio con Immobile, Luis Alberto e un ottimo Felipe Anderson (per non parlare del sempre affidabile De Vrij) ha appaiato la Roma al terzo posto e scavalcato l'Inter. Giallorossi fermati dalla Fiorentina e da un turnover che non ha convinto: male Defrel, malissimo Gonalons, non ancora recuperato dall'infortunio Nainggolan, in una squadra che smarrisce la via del gol se non ci pensa Dzeko. Per i nerazzurri, invece, è arrivato il primo stop dopo cinque gare utili. Gara un po' sfortunata con il Torino, in cui è pesata l'assenza dall'inizio di Rafinha (mal sostituito da Borja Valero). Da segnalare ancora una volta le prestazioni super di Cancelo e Brozovic, veri motori del cambiamento di questa Inter spallettiana di fine stagione. In chiaroscuro Perisic, sempre meglio Candreva, a cui manca solo il gol.
 
Si infiamma anche la corsa per l'Europa League. Fermato il Milan dal Sassuolo, sia pure con il ritorno al gol di Kalinic e la buona prestazione di Kessié, è la Fiorentina la squadra più lanciata per un posto al sole. I viola hanno messo in fila la sesta vittoria di fila, la quinta dalla tragica scomparsa di Astori. Anche con la Roma difesa immacolata, con Pezzella sugli scudi, a fronte di una prestazione di squadra di assoluto rilievo, utile anche a fare a meno degli assenti Chiesa e Badelj.
In evidenza nuovamente Saponara, oltre a Simeone che ha raggiunto la doppia cifra. Hanno segnato il passo Atalanta e Sampdoria, entrambe fermate sul pari da Spal e Genoa. Tra i nerazzurri di Bergamo ha pesato l'assenza di Ilicic, mentre i blucerchiati non sono riusciti a sfondare in zona gol nonostante la contestuale presenza di Caprari, Quagliarella e Zapata. Attardato ma in recupero il Torino che, alla già citata solidità difensiva, ha aggiunto anche un Ljajic capace di far la differenza nelle trame offensive.
 
In coda, infine, i giochi sono ancora tutti aperti con il coinvolgimento di Sassuolo, Cagliari, Chievo, Spal, Crotone e Verona, tutte nel fazzoletto di cinque punti e con due posti da evitare per la retrocessione. I neroverdi di Iachini sono in serie utile da cinque gare, dopo il Napoli hanno fermato anche il Milan con un gioco basato sulla quadratura difensiva e il contropiede che sta esaltando i numeri di Consigli tra i pali, l'abilità in chiusura e nella guida del reparto difensivo di Acerbi e la tecnica mista a velocità di Politano. Sempre più inguaiato, invece, il Cagliari aggrappato al solo Barella, che potrebbe non bastare. Sfortunato il Chievo che ha assaporato l'impresa col Napoli e avrebbe forse meritato di più, per via di una buona tenuta di difesa, a cui si è aggiunta la qualità di Giaccherini e Stepinski. Passi avanti, infine, per Spal, Crotone e Verona che hanno bisogno di spremere tutte le energie per ampliare la lotta per non retrocedere.

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