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Il turno che precede la seconda sosta per le Nazionali è ancora nel segno della Juventus e di Higuain. I bianconeri stendono l'Empoli e celebrano la doppietta dell'argentino che porta a 6 le reti in 7 presenze (non tutte dall'inizio), per una media di una ogni 65'; con lui si sblocca anche Dybala, dopo il primo sigillo in Champions della scorsa settimana. A proposito di giovani talenti: attenzione a Pjaca che continua a mordere il freno in panchina e sta sfruttando alla grande i pochi minuti di campo concessi da Allegri che, nel frattempo, ha riscoperto anche un Cuadrado in condizioni super, ma sciagurato nel fallire un paio di grosse occasioni da gol. Alle spalle della capolista, si ferma per la prima volta il Napoli, battuto dal gol dell'atalantino Petagna, al terzo centro stagionale e ormai titolare fisso, al pari di Berisha tra i pali. Tra i partenopei stecca per la prima volta Callejon, insufficiente dopo 6 gare contraddistinte da 5 reti e 2 assist, resta a secco Insigne, non graffiano Milik e Gabbiadini.
 
Sale, invece, la Roma che vince la sfida con l'Inter, grazie soprattutto al bistrattato Dzeko, autore del quinto gol in 7 gare e bravo a mettere costantemente in difficoltà la difesa nerazzurra (senza un ottimo Handanovic le reti sarebbero potute essere almeno due). Tra i giallorossi piace anche Salah, che però fallisce almeno tre nitide occasioni da rete ed esce stremato; nelle fila nerazzurre male tutti (o quasi), si infortuna nuovamente Joao Mario, ma almeno si sblocca Banega, con una gran giocata delle sue (dopo un palo colpito nel primo tempo).
 
Guardando agli altri risultati, il 3-0 della Lazio fa saltare la panchina di Iachini all'Udinese. Immobile è tornato sui livelli del primo anno a Torino e non è un caso che il suo ritorno in auge sia coinciso con quello di Keita, sabato nuovamente titolare e ancora in gol. Non smette di stupire anche il Torino di Mihajlovic: se si ferma il Gallo, ci pensa il Falco. Così è stato soprannominato dai tifosi Iago Falque, al quarto centro in quattro partite che, insieme a Benassi, ha permesso di piegare la Fiorentina, ancora a segno con Babacar subentrato dalla panchina. Tra gli highlight della domenica anche il "pazzo" Milan, capace di rimontare tre gol al Sassuolo e vincere per 4-3. Segna Locatelli, ancora subentrato dalla panchina (è il sostituto più utilizzato da Montella) e l'esclusione dei titolari fa bene anche a Niang, bravo a cambiare verso al match dal suo ingresso. Tra gli emiliani, strappa ancora applausi Politano che, oltre ad aver fatto gol, meriterebbe anche un rigore a favore nel primo tempo.
 
Guardando alla coda, il Pescara spreca un'altra occasione e per due distrazioni nel finale (la prima soprattutto, sulla coscienza di Memushaj) lascia i tre punti interni al Chievo, in gol con Meggiorini e Inglese. Tra Bologna e Genoa ci sono più rossi (Gastaldello e Dzemaili da una parte, Gentiletti e Juric dall'altra) che gol, ma la decide ancora il Cholito Simeone, al secondo gol di fila. È notte fonda per il Crotone, che di questo passo rischia di essere retrocesso a dicembre, colpito dalle reti di "scorta" di Di Gennaro e Padoin del Cagliari. Attenzione soprattutto al primo: tornato a far il trequartista, per sopperire al grave infortunio di Joao Pedro, potrebbe regalare altre gioie come quella di domenica. Quanto al Palermo, la squadra è sempre più ad immagine e somiglianza del tecnico De Zerbi: pur con mezzi non eccelsi, tiene in scacco la Sampdoria, va in vantaggio con Nestorowski (terzo centro) servito splendidamente da Aleesami (terzo assist) e smarrisce i tre punti solo per la prodezza al 95' di Bruno Fernandes, al secondo centro di questo tipo.

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