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Un turno infrasettimanale senza grossi squilli e i consueti disagi per i fantallenatori, vittime del turnover spinto di alcuni allenatori. Vince senza problemi contro il Bologna la Juventus, che propone ancora dal primo minuto Cristiano Ronaldo (unico a non riposare della batteria offensiva di Allegri) e trova il primo centro di Dybala. Esordio tra i pali di Perin, ritorno da titolare di Barzagli con Bentancur nel vivo della manovra e il solito insostituibile Matuidi a fare pentole e coperchi, oltre a un grandissimo gol per il 2-0 definitivo. Per Inzaghi, esaurita la sbornia contro la Roma, è di nuovo notte: attacco abulico e difesa che non ha subito imbarcate solo grazie a un grande Skorupski, oltre a una Juve che a un tratto ha tirato su il piede dall'acceleratore. Dietro i bianconeri, l'alternativa più credibile resta il Napoli che ha faticato poco o nulla contro un Parma un tantino rinunciatario e già proiettato alla sfida salvezza con l'Empoli. Segna ancora Insigne (tre centri nelle ultime due gare), fa doppietta Milik e Ancelotti propone anche Malcuit dal primo minuto, oltre al rilancio di Maksimovic.
 
Vince ancora l'Inter con un gol nell'ultimo quarto d'ora. Ci pensa D'Ambrosio a togliere le castagne dal fuoco a Spalletti, ma sarebbe la Fiorentina a meritare di più. I Viola si mettono in mostra con un Chiesa superlativo, ben supportato da Mirallas dal primo minuto e dal subentrato Pjaca. Bene anche Veretout, sempre più calato nel ruolo di regista, male Simeone imbrigliato dalla tela di Skriniar e De Vrij. Tra i nerazzurri, Icardi si sblocca dal dischetto, ancora sottotono Perisic e Politano, Nainggolan nella media. Sull'altra sponda del Naviglio, il Milan non sa più vincere: anche ad Empoli la squadra di Gattuso si fa rimontare dal dischetto, dopo che un Terracciano superlativo aveva chiuso la porta in faccia a Suso, Kessiè e Bonaventura. Per i rossoneri pesa l'errore di Romagnoli che, dopo aver fallito un appoggio, ha commesso il fallo che ha portato al rigore poi realizzato da Caputo. Nelle fila toscane da segnalare anche la crescita di Di Lorenzo e Bennacer, ancora in ritardo l'atteso La Gumina.
 
Possono sorridere, invece, le squadre della Capitale. La Lazio espugna Udine, avendo la meglio su una squadra svegliatasi in ritardo, ma molto gagliarda con gli uomini di fantasia De Paul, Machis e anche Pussetto. Nel secondo tempo Velazquez ha buttato nella mischia anche Vizeu, ragazzo da seguire con attenzione. Per i biancocelesti si segnalano Correa, per la prima volta titolare e anche decisivo con un gol, oltre a Badelj provato al fianco di Leiva nell'ambito del 3-5-2; ritorno al gol dopo 49 partite per Acerbi, in genere poco abituato a simili digiuni. Quanto alla Roma, Di Francesco col Frosinone ottiene quell'iniezione di fiducia che serviva. Quattro gol, tre nel primo tempo, ancora Pastore di tacco, si sblocca anche Kolarov, sempre male Schick, ma il test non è da considerarsi ancora affidabile per giudicare la Roma in ripresa.
 
Guardando alle altre squadre, un po' di segnalazioni in ordine sparso. Atalanta e Torino non si fanno male. I nerazzurri attendono ancora il primo gol di Zapata e faticano a dare continuità a Rigoni, ma dalle retrovie stanno ritrovando Ilicic che, gradualmente, mette minuti nelle gambe; tutti ancora da trovare gli equilibri per i granata che non riescono a individuare un'alternativa all'infortunato Iago Falque. In Cagliari-Sampdoria è andata in scena l'impresa di Cragno con il rigore parato quasi allo scadere; tutto da godere il Sassuolo di De Zerbi che si prende con merito la terza piazza mettendo in mostra il talento di Boga e Bourabia, ma anche l'esperienza di Matri. Quasi finiti gli aggettivi per l'implacabile Piatek, al sesto centro in cinque gare e già nel mirino della Juventus.

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