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Gli anni passano, le rose della Serie A cambiano freneticamente, il calciomercato fa girare milioni su milioni, eppure c'è una squadra che non sembra preoccuparsi di tutto ciò e va avanti nel suo modo di fare calcio.
Forse saremo ripetitivi, forse ormai non è più una sorpresa per nessuno, ma il Chievo che continua a stupirci ogni anno dovrebbe almeno farci riflettere.
Una gestione oculata e attenta della società, un ambiente sereno e lontano da eccessive pressioni, un amalgama forte tra i componenti della rosa, un'ottima condizione fisica e tanta professionalità: sono questi alcuni dei segreti della squadra clivense, arrivata ormai alla sua ennesima stagione nella massima serie.
Ma andiamo più nei dettagli e cerchiamo di scoprire qualche altro segreto di questo gruppo, che quest'anno ha già raccolto 13 punti nelle prime 7 giornate di campionato.
Nel corso degli anni, partendo da Lupatelli, storico portiere del "Chievo dei miracoli" e arrivando ai più recenti Bizzarri e Sorrentino, si è ormai capito che in genere il Chievo preferisce puntare su portieri esperti ed affidabili, che spesso e volentieri a fine partita risultano tra i migliori in campo. E anche se non saranno stati tra i migliori di reparto in quanto a reti subite, chi li ha avuti nel fantacalcio sa bene quanto siano stati decisivi.
Lo stesso discorso fatto per gli estremi difensori può essere esteso all'intero reparto arretrato, in cui quest'anno troviamo (o sarebbe meglio dire ritroviamo) tra titolari e non, gli esperti Gobbi, Dainelli, Gamberini, Cesar, Spolli, Cacciatore e Frey. A questo punto ci si chiede, ma dov'è il fuoriclasse tra questi? Non c'è, però nonostante l'età media elevata, riescono a fornire ancora buone prestazioni (e diversi gol), anche grazie a un attento turnover e ad automatismi perfezionati in anni e anni di partite insieme.
E per rifarci ancora al "Chievo dei miracoli", impossibile dimenticare lo storico quartetto di difesa Moro, D'Anna, D'Angelo, Lanna. Non certo calciatori eccezionali, ma parte di un grande gruppo avvantaggiato dal conoscersi praticamente a memoria.
Rivolgendo l'attenzione a tempi più recenti invece, come non citare i vari Yepes, Mandelli, Mantovani? Baluardi silenziosi e allo stesso tempo preziosi per la squadra clivense e per i fantallenatori, con diversi voti positivi e +3 inattesi.
Ma torniamo ai giorni nostri. Passando a esaminare il centrocampo, la base solida di quest'anno è composta dall'argentino Castro, fedelissimo di Maran e autore di un altro avvio brillante (2 gol e 2 assist), dal serbo Radovanovic e dal finlandese Hetemaj, uno che segna poco, non avrà una tecnica eccelsa, ma fa dell'interdizione e dell'impegno le sue armi principali e insomma... difficilmente si passa dalle sue parti. A parte il primo, non ci aspettiamo molti bonus dagli altri due, ma soprattutto nelle leghe più affollate qualche titolare a basso costo è sempre utile,no?
La "stella" della squadra è di sicuro lo sloveno Birsa, rigorista e tiratore di punizioni con un breve passato tra le fila milaniste, uno dei pochi elementi dell'attuale rosa clivense davvero appetibile nel fantacalcio. Già 2 gol, 3 assist e una buona media-voto per lui, con lo score che è destinato ad aumentare, ma attenzione a qualche inevitabile pausa.
L'attacco di quest'anno non è di quelli che fanno fare salti di gioia ai fantallenatori, a prima vista pare poco prolifico e non sembra poter avere la stessa appetibilità e proficuità delle storiche accoppiate Corradi-Marazzina o Paloschi-Thereau. Da gennaio inoltre è ormai privo di Paloschi, ma la squadra di Maran ha già dimostrato di saper sorprendere e se non arriveranno molti gol decisivi dai vari Inglese, Meggiorini, Floro Flores, Pellissier, sopperirà come sempre con la forza del gruppo.
"Quando i mussi i volerà faremo il derby in Serie A". Così anni fa recitava uno striscione di sfottò dei tifosi dell' Hellas Verona, convinti che il Chievo sarebbe stato in A solo se gli asini avessero volato. Ma ormai è chiaro a tutti, i "mussi" hanno imparato a volare.
